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Perché massaggiare i bambini


Sono insegnante di massaggio infantile da 18 anni, e da quando ho fatto il corso, ho sempre tenuto corsi di massaggio infantile per genitori di bambini 0-12 mesi, convinta che non fosse solo un beneficio per il bambino e per la sua famiglia, ma che fosse come buttare un sasso in uno stagno e vedere il propagarsi delle onde.

Il beneficio che si estende nella vita di quel bambino e quella famiglia perché trovano una forma di dialogo vero e profondo, il beneficio per chi incontrerà quei genitori capaci di profonda empatia, il beneficio di chi incontrerà quel bambino da grande, capace di prendersi cura di altri più deboli intorno a lui.

Se fossimo rimasti una società ad alto contatto, non ci sarebbe bisogno di fare corsi, sarebbe come in molte province rurali dell'India o dell'Africa, dove le madri massaggiano i piccoli per tradizione, per necessità, per cultura e che lo tramandano di generazione in generazione.

Il massaggio è un'arte antica; si Arte, perché non ci vuole solo una tecnica, ci vuole una sensibilità, un' ascolto dell'altro, altrimenti basterebbe mettere i bambini in culle massaggianti come le poltrone da adulti.

E' un'arte sottile e delicata, come il dispiegarsi di un dialogo, tra il genitore e il bambino che ancora non sa parlare, ma sa esprimere molto bene ciò che gli piace e ciò che non gli piace. Un incontro che nasce dallo sguardo del genitore che cerca quello del bambino e il bambino risponde ricambiando o distogliendo lo sguardo, sorridendo e gorgogliando o emettendo suoni di fastidio fino al pianto.

Ma la richiesta di permesso la si formalizza anche con la voce: “ posso massaggiarti ?” domanda il genitore e il bambino piano piano impara a sentirsi rispettato, riconosciuto nei suoi bisogni, nei suoi momenti di ricerca di contatto o di quiete. Questa danza di parole, di sorrisi, di occhi che si incrociano è la stessa del corteggiamento tra due adulti: è la danza dell'attaccamento, del bisogno di vicinanza, di riconoscersi in una famiglia, in uno spazio protetto e accogliente.

Solo quando questa fase è consolidata si passa al massaggio, che come tecnica stimola e rilassa ed il genitore deve saper ben dosare le manovre e restare nel fluire dei bisogni del bambino.

Le mani calde che scivolano, riposano, stimolano e contengono, si alternano a momenti di riposo, di bisogno di essere cullato e nutrito.

Quando i genitori entrano in questo flusso, l'insegnate può ritirarsi, il suo ruolo è finito, quel genitore sosterrà sempre la relazione con suo figlio e saprà anche essere da modello per altri senza rendersene conto, tramandando il messaggio d'amore del massaggio alle future generazioni.

Maria Grazia Coccioli

Per saperne di più https://www.aimionline.it/

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