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L’Ashtanga Yoga: lo yoga del respiro


Ogni essere umano, in ogni istante della sua vita, respira.

L’Ashtanga Yoga è una forma di yoga che pone al centro della pratica il respiro ed il suo corretto abbinamento al movimento. La respirazione, nei suoi due atti di inspirazione ed espirazione, è il fondamento vitale della pratica: è quel che sostiene ed indirizza il corpo nelle posture, che calma e controlla la mente, che guida e potenzia lo scorrere dell’energia veicolata dall’elemento aria.

Esiste una specifica tecnica di respirazione nell’Ashtanga Yoga, che genera il cosiddetto “respiro sonoro”: il suono che lo caratterizza viene descritto come quello delle onde che si frangono contro gli scogli, o come quello del vento che soffia tra la cima degli alberi. Il respiro sonoro accompagna il praticante durante tutto il tempo della sua pratica, dal primo samasthitih (la prima postura) al termine di sukhasana (il rilassamento finale). Si genera attraverso una particolare e leggera contrazione dei muscoli della gola, immaginando di creare un canale all’interno del quale l’aria scorre liberamente: mantenendo le labbra chiuse e rilassate, l’aria entra dal naso, fluisce in ogni angolo del corpo per uscire nuovamente dal naso.


Come scrive con chiarezza Petri Räisänen (insegnante finlandese di Ashtanga Yoga), sono numerosi i benefici che il “respiro sonoro” apporta al corpo e alla mente del praticante. Tra i maggiori:

- l’ascolto del suono, morbido e profondo, calma e concentra la mente, rendendo la pratica accurata, precisa e meditativa;

- attraverso l’ascolto del suono ci si accerta che la respirazione durante le posture sia corretta. Il suono del respiro deve essere leggero, calmo ed equivalente nella durata di inspirazione ed espirazione;

- il prana (energia vitale) raccolto tramite la tecnica del respiro sonoro riempie il corpo di energia, rendendolo forte nell’esecuzione delle posture;