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Improvvisare si può!



Dice Keith Johnstone, il padre spirituale dell'improvvisazione teatrale: "i bravi improvvisatori sembrano telepatici, tutto sembra prestabilito. Questo avviene perché accettano tutte le proposte fatte che è una cosa che le persone 'normali' solitamente non fanno"

Mi è capitato spesso che alla fine di uno spettacolo, molti spettatori mi dicessero: "ma avevate un copione..." col sorriso furbetto di chi pensa di aver scoperto un inganno. E di fronte alla risposta "no, non avevamo la minima idea di cosa avremmo detto e fatto", il sorriso si sgrana negli occhi come per dire "non è possibile".

Non so se è l'esordio giusto per spiegare cos'è l'improvvisazione teatrale ma non so se esiste un inizio migliore perché l'improvvisazione è una contaminazione di tante cose: è teatro, ovviamente, è mindfulness (stare nel qui e ora), è fiducia di buttarsi nel vuoto e scoprire di saper volare, è accoglienza (accetto ogni proposta), è creazione di qualcosa che fino a un secondo prima non c'era. Ed è anche movimento libero, quello che non ci concediamo mai, imprigionati nei nostri schemi rigidi, quello che la scia emergere la saggezza e la creatività del corpo, capace di metamorfosi.

Rileggendo le parole che ho appena scritto, mi viene da dire che l'improvvisazione è vita, anzi è Vita; non la scrivo con la V maiuscola per incensarla a vanvera. E’ Vita perché allena gli aspetti di noi che più ci avvicinano a ciò che siamo nella nostra vera interezza; allena l'ascolto, il non giudizio, la fiducia, l'aiuto reciproco (i più grandi alleati di un improvvisatore sono i suoi compagni in scena), l'allegria e il divertimento, la creatività, l'accettazione che quello che c'è è ciò che serve, la meraviglia, il coraggio.

L'improvvisazione teatrale è un viaggio dentro di sé, a volte solitario a volte in carovana, mai serioso, sempre allegro.

L'improvvisazione esorta a fallire col sorriso, a rifuggire l'originalità, a non cercare il meglio di sé ma a scoprire che siamo già il meglio di noi, basta essere chi siamo, in semplicità.

L'improvvisazione teatrale consente alle persone 'normali' di trovare la magia che hanno dentro.

Ma come funziona?

E’ il pubblico che dirige, dando spunti agli improvvisatori. Non c'è limite alla fantasia, qualsiasi cosa può essere uno spunto; una parola, un luogo, un sentimento, un colore, un'emozione inventata ecc...

E poi?

E poi si parte, spengendo la razionalità e il controllo e attivando tutto il resto, dai sensi, all'istinto, dalle emozioni, alle sensazioni, qualsiasi cosa che sia colpita in prima battuta dallo spunto dato dal pubblico.

Sì, ma come si fa?

Siete curiosi?


Date un'occhiata ai seminari che vi proponiamo nel calendario del sito (todocambiaassociazione.org), sono un'ottima occasione per fare un tuffo nell'improvvisazione.


Per info e contatti: Cosimo 373 744 6723 cosimo_mazzini@outlook.it e Sandra 3451007182 - sandrabalsimelli@yahoo.it

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